Verifica delle copie forensi e della consulenza tecnica del consulente del PM nel procedimento penale. Azioni utili e necessarie.
Rif ex art 359 e 360 cpp
Quando, nell’ambito di un procedimento penale, vengono sequestrati computer, smartphone, server, dispositivi di memorizzazione o altri sistemi informatici, la Polizia Giudiziaria o un consulente tecnico incaricato dal Pubblico Ministero procede normalmente alla realizzazione di una copia forense dei reperti digitali.
La copia forense rappresenta il presupposto tecnico su cui si basano le successive attività di analisi e costituisce uno degli elementi più delicati dell’intera indagine digitale. Attraverso procedure specialistiche vengono infatti acquisiti dati, documenti, comunicazioni, cronologie di navigazione, archivi cloud, registri di sistema e ogni altra informazione ritenuta rilevante ai fini investigativi.
Perché la verifica indipendente è importante
Le conclusioni contenute nella relazione tecnica della Procura non derivano esclusivamente dai dati acquisiti, ma anche dalle modalità con cui tali dati vengono interpretati.
Per questo motivo, la difesa ha il diritto di esaminare:
- le modalità di sequestro dei dispositivi;
- le procedure utilizzate per l’acquisizione forense;
- la documentazione tecnica prodotta durante le operazioni;
- i verbali redatti dagli operatori;
- gli hash di verifica e i controlli di integrità;
- le metodologie di analisi adottate;
- le conclusioni tecniche formulate dagli investigatori.
Un errore nella fase di acquisizione, una procedura non correttamente documentata, l’utilizzo di metodologie non appropriate o un’interpretazione soggettiva dei dati possono incidere significativamente sul valore probatorio delle evidenze digitali.
Il ruolo del Consulente Tecnico di Parte (CTP)
La normativa processuale consente all’indagato, all’imputato o alla parte interessata di nominare un proprio Consulente Tecnico di Parte (CTP).
Il compito del consulente non consiste semplicemente nel leggere la relazione della Procura, ma nel sottoporla a una verifica tecnica indipendente e scientificamente fondata.
L’attività può comprendere:
- l’analisi critica delle procedure di acquisizione forense;
- la verifica della corretta conservazione della catena di custodia;
- il controllo della ripetibilità e della verificabilità delle operazioni svolte;
- La completezza dei dati,
- la valutazione della conformità alle best practice internazionali di digital forensics;
- la revisione dei risultati ottenuti dagli investigatori;
- la ricerca di elementi favorevoli alla difesa eventualmente trascurati;
- l’individuazione di errori metodologici o interpretativi determinati da un approccio soggettivo;
- la produzione di osservazioni tecniche, note critiche o consulenze difensive.
- la non capacità di tenere distinto l’ambito reale da quello digitale e le relative conseguenze sull’indagato o la parte offesa
In molti casi, l’esame indipendente delle evidenze digitali consente di evidenziare aspetti che non emergono nella relazione investigativa oppure di fornire interpretazioni alternative supportate da dati oggettivi.
Dati e interpretazioni: due aspetti distinti
In informatica forense è fondamentale distinguere tra il dato digitale e la sua interpretazione.
Un file, una chat, un accesso a un sistema, una cronologia web o un log informatico possono essere tecnicamente autentici e correttamente acquisiti, ma la loro interpretazione può risultare incompleta, errata o eccessivamente orientata verso una determinata ipotesi investigativa.
L’analisi forense moderna richiede infatti competenze multidisciplinari che comprendono:
- informatica forense;
- sistemi operativi;
- reti e protocolli;
- sicurezza informatica;
- sistemi cloud;
- mobile forensics;
- analisi temporale degli eventi;
- metodologia scientifica dell’investigazione digitale.
Per questa ragione il contraddittorio tecnico rappresenta uno strumento essenziale per garantire l’affidabilità delle conclusioni e il pieno esercizio del diritto di difesa.
L’importanza della qualificazione professionale
Le evidenze digitali costituiscono oggi una componente centrale di numerosi procedimenti penali. Tuttavia, la loro corretta interpretazione richiede competenze altamente specialistiche.
Un consulente tecnico che operi in ambito forense deve possedere:
- formazione specifica in informatica forense;
- esperienza documentata nelle attività di acquisizione e analisi;
- conoscenza delle procedure giudiziarie;
- aggiornamento continuo sulle metodologie investigative;
- certificazioni e qualificazioni professionali pertinenti;
- capacità di redigere elaborati tecnici utilizzabili in sede giudiziaria.
L’attività di consulenza non consiste nell’esprimere opinioni, ma nel formulare valutazioni tecniche verificabili, riproducibili e supportate da criteri scientifici.
Consulenza tecnica forense di Roberto Rocchetti
Roberto Rocchetti opera nel settore dell’informatica forense e della digital investigation, fornendo supporto tecnico specialistico a studi legali, aziende e privati coinvolti in procedimenti giudiziari o controversie che riguardano evidenze digitali.
L’attività comprende:
- verifica delle acquisizioni forensi eseguite da Polizia Giudiziaria o consulenti del Pubblico Ministero;
- revisione critica delle relazioni tecniche investigative;
- controanalisi di copie forensi di computer, smartphone e supporti digitali;
- assistenza durante operazioni peritali e accertamenti tecnici;
- redazione di consulenze tecniche di parte;
- supporto agli avvocati nella comprensione degli aspetti tecnico-scientifici del caso.
L’obiettivo è fornire una valutazione indipendente, rigorosa e scientificamente fondata delle evidenze digitali, affinché ogni conclusione possa essere sottoposta a verifica tecnica nel rispetto dei principi del contraddittorio e del diritto di difesa.
Quando le prove sono digitali, la correttezza delle procedure e la validità delle interpretazioni possono risultare determinanti. Una verifica tecnica indipendente consente di accertare se le evidenze informatiche siano state acquisite, analizzate e interpretate secondo criteri scientificamente affidabili e giuridicamente sostenibili.