Anna e Bob vivono a Milano.
Per mesi comunicano quotidianamente attraverso diverse piattaforme di messaggistica:
- Telegram
- Messenger
All’inizio i messaggi sono frequenti, spontanei, distribuiti durante tutta la giornata:
- buongiorno;
- organizzazione di incontri;
- fotografie, alcune intime
- note vocali;
- lunghe conversazioni notturne.
Con il tempo il rapporto si deteriora.
Nascono incomprensioni, accuse reciproche e tensioni emotive.
A un certo punto Anna decide di intraprendere una iniziativa legale sostenendo di essere vittima di comportamenti persecutori da parte di Bob.
Produce alcune schermate di messaggi selezionati e alcune registrazioni vocali particolarmente aggressive.
Bob, spaventato dalla situazione e convinto che il contesto completo delle conversazioni dimostri una realtà diversa, si rivolge allora a un consulente tecnico informatico forense.
Il problema è che, nel frattempo:
- molti messaggi sono stati cancellati;
- alcune chat risultano parzialmente eliminate;
- diversi audio sono corrotti o di qualità estremamente bassa;
- alcune conversazioni sembrano frammentarie.
Bob teme che proprio quelle cancellazioni possano apparire sospette.
Il consulente riceve:
- gli smartphone;
- i backup disponibili;
- esportazioni parziali delle chat;
- dati cloud residui;
- file multimediali.
L’obiettivo non è soltanto recuperare messaggi eliminati, ma ricostruire in modo scientificamente rigoroso la continuità temporale e relazionale della comunicazione.
La ricostruzione della timeline
Attraverso tecniche di digital forensics:
- analisi delle singole chat
- decodifica e analisi del database SQLite;
- correlazione dei timestamp;
- recupero di frammenti cancellati;
- verifica dei backup locali e cloud;
- analisi dei log applicativi;
il consulente ricostruisce progressivamente la timeline completa degli eventi.
Emergono elementi importanti:
- la comunicazione tra Anna e Bob è continua e reciproca;
- non esistono lunghi periodi di silenzio unilaterale seguiti da messaggi ossessivi;
- le interazioni risultano distribuite simmetricamente.
Anche laddove alcuni messaggi risultano definitivamente irrecuperabili, la struttura temporale delle conversazioni mostra chiaramente:
- continuità relazionale;
- reciprocità comunicativa;
- alternanza coerente tra messaggi inviati e ricevuti.
Le statistiche comportamentali attraverso l’analisi del database dei messaggi
Il consulente decide allora di produrre un’analisi quantitativa.
Vengono generate statistiche:
- numero di messaggi giornalieri;
- frequenza oraria;
- distribuzione settimanale;
- rapporto tra messaggi inviati e ricevuti;
- tempo medio di risposta.
- ricerca di parole classificate come offensive
I grafici mostrano un dato sorprendentemente stabile:
la distribuzione dei messaggi inviati da Bob e di quelli inviati da Anna è quasi sovrapponibile.
Non emerge un comportamento:
- compulsivo;
- unidirezionale;
- tipico di dinamiche di stalking digitale.
Anzi, approfondendo ulteriormente l’analisi semantica e temporale, il consulente osserva che moltissimi messaggi di Bob risultano essere:
- risposte dirette;
- reazioni contestuali;
- prosecuzioni coerenti di conversazioni iniziate da Anna stessa.
In altre parole:
- Bob non sembra inseguire unilateralmente Anna;
- ma partecipare a una relazione comunicativa bidirezionale e continuativa.
I messaggi Whatsapp cancellati da recuperare
La cancellazione dei messaggi diventa allora un punto centrale.
L’analisi forense mostra che:
- le eliminazioni non riguardano solo Bob;
- anche sul dispositivo di Anna risultano presenti frammenti, riferimenti e gap temporali compatibili con cancellazioni selettive.
La presenza di:
- riferimenti incrociati;
- quote residue;
- notifiche;
- metadata;
- numerazioni progressive dei messaggi;
consente al consulente di dimostrare che molte conversazioni proseguivano normalmente anche dopo i messaggi ritenuti “incriminanti”.
Gli audio deteriorati estratti dallo smartphone
Esistono poi alcuni messaggi vocali particolarmente importanti.
Tuttavia:
- il rumore ambientale;
- la compressione del codec;
- la bassa qualità del microfono;
- disturbi di trasmissione;
rendono molte parole quasi incomprensibili.
Qui il consulente introduce strumenti di Intelligenza Artificiale.
Sistemi avanzati di AI audio possono:
- ridurre il rumore;
- separare la voce dai disturbi;
- migliorare l’intelligibilità;
- ricostruire parzialmente frequenze degradate;
- facilitare la trascrizione automatica.
Naturalmente:
- ogni elaborazione viene documentata;
- vengono conservati sia i file originali sia quelli elaborati;
- il consulente distingue rigorosamente:
- dato originale;
- dato migliorato algoritmicamente;
- interpretazione umana.
L’AI non sostituisce il metodo forense, ma può diventare uno strumento di supporto per rendere maggiormente intellegibili evidenze altrimenti difficilmente utilizzabili.
La conclusione della perizia Whatsapp
La relazione finale non si limita a “recuperare messaggi”.
Essa ricostruisce:
- la dinamica relazionale;
- la continuità comunicativa;
- il contesto temporale;
- la simmetria delle interazioni;
- la compatibilità dei comportamenti digitali con le ipotesi investigative.
Il caso mostra come, nell’era digitale:
- il singolo screenshot possa essere fuorviante;
- la cancellazione di un messaggio non equivalga necessariamente a occultamento doloso;
- il significato probatorio emerga soprattutto dalla correlazione sistemica delle evidenze.
E mostra anche un altro aspetto fondamentale della moderna informatica forense:
la prova digitale non coincide mai con il singolo dato isolato, ma con la rete di relazioni temporali, statistiche, semantiche e contestuali che collegano le evidenze tra loro.